Il progetto GIL, inserito nell'ambito dei progetti PRIN, analizza il rapporto tra genitorialità, mercato del lavoro e disuguaglianze di genere.
I risultati della ricerca
L'indagine è sviluppata da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, con il supporto di Provincia di Ravenna, Consigliera di Parità, Ausl della Romagna, Unioni dei Comuni della Bassa Romagna e Romagna Faentina, e Comuni di Cervia, Ravenna e Russi.
La ricerca ha coinvolto 991 genitori in attesa del primo figlio (di cui 794 donne e 197 uomini) residenti nei territori della Città Metropolitana di Bologna e della provincia di Ravenna.
Dallo studio emerge come la nascita di un figlio generi una profonda disparità:
- Impatto occupazionale: Dopo la maternità, molte donne riducono l’attività lavorativa, rallentano la carriera o abbandonano il lavoro; al contrario, per gli uomini l’occupazione tende a rimanere stabile o ad aumentare (“in quanto l’uomo è considerato più affidabile”).
- Carico mentale: Viene evidenziato il peso del "lavoro invisibile" (organizzazione della vita familiare, gestione degli orari e degli imprevisti) che ricade prevalentemente sulle madri, anche nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano.
- Child Penalty: Questa penalizzazione salariale e occupazionale non deriva da una mancanza di ambizione, ma da vincoli strutturali quali rigidità degli orari lavorativi, servizi insufficienti e una distribuzione diseguale dei compiti di cura.
Strategie di Intervento
Per contrastare tali disuguaglianze, la ricerca indica tre direttrici principali: il potenziamento dei servizi tra cui quelli dell’infanzia (su cui i Comuni del territorio e l'Ausl Romagna stanno già ampiamente lavorando), una maggiore flessibilità lavorativa e un cambiamento culturale volto alla piena condivisione della cura tra i genitori.
La Proposta di Legge Regionale (OGG. 1406)
In linea con queste evidenze, la Regione Emilia-Romagna ha presentato una proposta di legge per contrastare le dimissioni post-partum e favorire la conciliazione vita-lavoro. Le misure principali includono:
- Sostegno economico: Introduzione di una misura di supporto al reddito (ispirata al modello NASpI) per i genitori in difficoltà, senza l'obbligo di rassegnare le dimissioni.
- Flessibilità lavorativa: Incentivi per l'adozione di modelli organizzativi flessibili.
- Tutela contro le discriminazioni: Rafforzamento dei divieti di trattamenti peggiorativi per i lavoratori con figli e contrasto alle dimissioni forzate.
- Fondo per la conciliazione: Risorse dedicate a finanziare progetti di welfare aziendale e territoriale.
Link
- La pagina dedicata sul sito dell'Università di Bologna