Questa mattina, nella cornice della Sala Nullo Baldini della Provincia di Ravenna, si è svolto il convegno “Genere=parità? Obiettivo 5 dell’Agenda 2030: dai dati alle azioni”,
Per l'occasione l'Osservatorio Statistico per la parità di genere della provincia di Ravenna ha presentato l’opuscolo informativo Educare alla Parità 2026, un’analisi approfondita che trasforma i dati statistici in uno strumento strategico per le politiche pubbliche locali, inquadrandoli nella cornice del Goal 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite dedicato alla parità di genere.
“Il documento non elenca solamente cifre – ha specificato la dottoressa Cuffiani -, ma analizza anche ciò che viene definito come discriminazioni indirette: prassi e dinamiche apparentemente neutre che, di fatto, rallentano il percorso verso la piena uguaglianza”. Come evidenziato anche dalle Consigliere di Parità e dalla Consigliera con delega alle Pari Opportunità, “la parità a Ravenna si gioca su due pilastri: la governance territoriale e una solida cultura del dato statistico indispensabile per rendere visibili le disuguaglianze ancora presenti.”
Il convegno, così come il documento, portano all’attenzione temi centrali per il futuro del territorio: inclusione sociale, partecipazione ai processi decisionali, cittadinanza, salute e prevenzione, lavoro e imprenditoria femminile, accesso alla casa, violenza. “Da tutto quanto analizzato – ha commentato la Presidente Palli -, emerge chiaramente che le disuguaglianze di genere non riguardano, e lo sappiamo bene purtroppo, un singolo ambito, ma attraversano l’intero arco della vita: dalla formazione all’ingresso nel lavoro, dalla stabilità economica fino alla pensione, passando per la nascita dei figli, la salute, la solitudine, spesso anche la violenza e la molestia. Come istituzioni abbiamo il dovere di mettere in atto politiche che eliminino questa disparità, che eliminino la violenza e le molestie e creino una società più giusta ed equa per tutti, uomini e donne, perché ineguaglianza, disparità, discriminazione, danneggiano tutta la comunità, l’impatto non è una “questione femminile” è un problema di tutti non solamente in termini sociali, comunitari ma anche economici e di sviluppo.”