Ufficio relazioni con il pubblico

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Autorizzazione integrata ambientale (AIA)

Settore: Ambiente e Territorio
Responsabile: Dott. Alberto Rebucci
Indirizzo: Piazza Caduti per la Libertà 2 - 48121 Ravenna
Addetto alle informazioni: Ing. Francesca Chemeri - Ing. Laura Avveduti
Telefono: 0544 258216 258119 - Fax: 0544 258014
Orario per il pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

 

A chi è rivolto il servizio e requisiti:
CATEGORIE DI ATTIVITA' INDUSTRIALI ('ART. 1 DELLA DIRETTIVA)
1. Gli impianti o le parti di impianti utilizzati per la ricerca,lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi prodotti e processi nonrientrano nel presente decreto.
2. I valori limite riportati di seguito si riferiscono in generealle capacita' di produzione o alla resa. Qualora uno stesso gestoreponga in essere varie attivita' elencate alla medesima voce in uno stesso impianto o in una stessa localita', si sommano le capacita' di tali attivita'.
1. Attivita' energetiche
1.1 Impianti di combustione con potenza termica di combustione di oltre 50 MW.
1.2. Raffinerie di petrolio e di gas.
1.3. Cokerie.
1.4. Impianti di gassificazione e liquefazione del carbone.

2. Produzione e trasformazione dei metalli
2.1 Impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i minerali solforati.
2.2. Impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la relativa colata continua di capacita' superiore a 2,5 tonnellate all'ora.
2.3. Impianti destinati alla trasformazione di metalli ferrosi mediante:
a) laminazione a caldo con una capacita' superiore a 20 tonnellate di acciaio grezzo all'ora;
b) forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 kJ per maglio e allorche' la potenza calorifica e' superiore a 20 MW;
c) applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacita' di trattamento superiore a 2 tonnellate di acciaio grezzoall'ora.
2.4. Fonderie di metalli ferrosi con una capacita' di produzione superiore a 20 tonnellate al giorno.
2.5. Impianti:
a) destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi da minerali, nonche' concentrati o materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o elettrolitici;
b) di fusione e lega di metalli non ferrosi, compresi i prodotti di recupero (affinazione, formatura in fonderia), con una capacita' di fusione superiore a 4 tonnellate al giorno per il piombo e il cadmio o a 20 tonnellate al giorno per tutti gli altri metalli.
2.6. Impianti per il trattamento di superficie di metalli e materie plastiche mediante processi elettrolitici o chimici qualora le vasche destinate al trattamento utilizzate abbiano un volume superiore a 30 m3.

3. Industria dei prodotti minerali
3.1. Impianti destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacita' di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacita' di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacita' di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno.
3.2. Impianti destinati alla produzione di amianto e alla fabbricazione di prodotti dell'amianto.
3.3. Impianti per la fabbricazione del vetro compresi quelli destinati alla produzione di fibre di vetro, con capacita' di fusione di oltre 20 tonnellate al giorno.
3.4. Impianti per la fusione di sostanze minerali compresi quelli destinati alla produzione di fibre minerali, con una capacita' di fusione di oltre 20 tonnellate al giorno.
3.5. Impianti per la fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres, porcellane, con una capacita' di produzione di oltre 75 tonnellate al giorno e/o con una capacita' di forno superiore a 4 m3 e con una densita' di colata per forno superiore a300 kg/m3.

4. Industria chimica
Nell'ambito delle categorie di attivita' della sezione 4 si intende per produzione la produzione su scala industriale mediante trasformazione chimica delle sostanze o dei gruppi di sostanze di cui ai punti da 4.1 a 4.6.
4.1 Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici organici di base come:
a) idrocarburi semplici (lineari o anulari, saturi o insaturi, alifatici o aromatici);
b) idrocarburi ossigenati, segnatamente alcoli, aldeidi, chetoni, acidi carbossilici, esteri, acetati, eteri, perossidi, resine, epossidi;
c) idrocarburi solforati;
d) idrocarburi azotati, segnatamente ammine, amidi, composti nitrosi, nitrati o nitrici, nitrili, cianati, isocianati;
e) idrocarburi fosforosi;
f) idrocarburi alogenati;
g) composti organometallici;
h) materie plastiche di base (polimeri, fibre sintetiche, fibre a base di cellulosa);
i) gomme sintetiche;
j) sostanze coloranti e pigmenti;
k) tensioattivi e agenti di superficie.
4.2. Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici inorganici di base, quali:
a) gas, quali ammoniaca; cloro o cloruro di idrogeno, fluoro o fluoruro di idrogeno, ossidi di carbonio, composti di zolfo, ossidi di azoto, idrogeno, biossido di zolfo, bicloruro di carbonile;
b) acidi, quali acido cromico, acido fluoridrico, acido fosforico, acido nitrico, acido cloridrico, acido solforico, oleum e acidi solforati;
c) basi, quali idrossido d'ammonio, idrossido di potassio, idrossido di sodio;
d) sali, quali cloruro d'ammonio, clorato di potassio, carbonato di potassio, carbonato di sodio, perborato, nitrato d'argento;
e) metalloidi, ossidi metallici o altri composti inorganici, quali carburo di calcio, silicio, carburo di silicio.
4.3. Impianti chimici per la fabbricazione di fertilizzanti a base di fosforo, azoto o potassio (fertilizzanti semplici o composti).
4.4 Impianti chimici per la fabbricazione di prodotti di base fitosanitari e di biocidi.
4.5 Impianti che utilizzano un procedimento chimico o biologico per la fabbricazione di prodotti farmaceutici di base. 4.6. Impianti chimici per la fabbricazione di esplosivi.

5. Gestione dei rifiuti
Salvi l'art. 11 della direttiva n. 75/442/CEE e l'art. 3 della direttiva n. 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi.
5.1. Impianti per l'eliminazione o il ricupero di rifiuti pericolosi, della lista di cui all'art. 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE quali definiti negli allegati II A e II B (operazioni R 1, R 5, R 6, R 8 e R 9) della direttiva 75/442/CEE e nella direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, concernente l'eliminazione degli oli usati, con capacita' di oltre 10 tonnellate al giorno.
5.2. Impianti di incenerimento dei rifiuti urbani quali definiti nella direttiva 89/369/CEE del Consiglio, dell'8 giugno 1989, concernente la prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato dai nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, e nella direttiva 89/429/CEE del Consiglio, del 21 giugno 1989, concernente la riduzione dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, con una capacita' superiore a 3 tonnellate all'ora.
5.3. Impianti per l'eliminazione dei rifiuti non pericolosi quali definiti nell'allegato 11 A della direttiva 75/442/CEE ai punti D 8, D 9 con capacita' superiore a 50 tonnellate al giorno.
5.4. Discariche che ricevono piu' di 10 tonnellate al giorno o con una capacita' totale di oltre 25.000 tonnellate, ad esclusione delle discariche per i rifiuti inerti.

6. Altre attivita'
6.1. Impianti industriali destinati alla fabbricazione: a) di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose; b) di carta e cartoni con capacita' di produzione superiore a 20 tonnellate al giorno;
6.2. Impianti per il pretrattamento (operazioni di lavaggio, imbianchimento, mercerizzazione) o la tintura di fibre o di tessili la cui capacita' di trattamento supera le 10 tonnellate al giorno. 6.3. Impianti per la concia delle pelli qualora la capacita' di trattamento superi le 12 tonnellate al giorno di prodotto finito.
6.4: a) Macelli aventi una capacita' di produzione di carcasse di oltre 50 tonnellate al giorno; b) Trattamento e trasformazione destinati alla fabbricazione di prodotti alimentari a partire da: materie prime animali (diverse dal latte) con una capacita' di produzione di prodotti finiti di oltre 75 tonnellate al giorno ovvero materie prime vegetali con una capacita' di produzione di prodotti finiti di oltre 300 tonnellate al giorno (valore medio su base trimestrale); c) Trattamento e trasformazione del latte, con un quantitativo di latte ricevuto di oltre 200 tonnellate al giorno (valore medio su base annua).
6.5. Impianti per l'eliminazione o il recupero di carcasse e di residui di animali con una capacita' di trattamento di oltre 10 tonnellate al giorno.
6.6. Impianti per l'allevamento intensivo di pollame o di suinicon piu' di: a) 40.000 posti pollame; b) 2.000 posti suini da produzione (di oltre 30 kg), o c) 750 posti scrofe.
6.7. Impianti per il trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti utilizzando solventi organici, in particolare per apprettare, stampare, spalmare, sgrassare, impermeabilizzare, incollare, verniciare, pulire o impregnare, con una capacita' di consumo di solvente superiore a 150 kg all'ora o a 200 tonnellate all'anno.
6.8. Impianti per la fabbricazione di carbonio (carbone duro) o grafite per uso elettrico mediante combustione o grafitizzazione.

Quali documenti sono necessari?
Domanda in bollo da € 16,00 (secondo la tipologia in allegato) da presentare allo Sportello Unico del Comune in conformità a quanto indicato nella Legge Regionale n.21/2004 e secondo le scadenze indicate nel calendario regionale (allegato)
Al fine di agevolare le Aziende, di seguito si mette a disposizione una check list in cui sono indicati i documenti minimi che deve contenere la domanda:
1)Copia del versamento dei diritti di istruttoria che variano a seconda della classificazione dell'impianto in funzione della sua complessità, (vedi voce "Calcolo delle tariffe") da effettuare sul c/c postale n. 15520489 intestato a Provincia di Ravenna - Servizio Tesoreria - causale: domanda A.I.A.

2)estremi del dichiarante e l’impianto cui si riferisce la domanda

3)Elaborati:
a)Relazione tecnica
b)Estratto topografico in scala 1:25000 o 1:10000
c)Stralcio del PRG in scala 1:2000 o 1:5000
d)Planimetrie dell’impianto (possono essere in vario numero e devono riguardare indicativamente le posizioni delle emissioni in atmosfera e delle sorgenti di rumore se non comprese nell’apposita relazione, la rete idrica con gli scarichi e i punti di approvvigionamento, gli stoccaggi di rifiuti, le aree di deposito materie e/o sostanze ecc…)
e)Schema a blocchi del ciclo produttivo
f)Piano di monitoraggio
g)Documentazione di previsione di impatto acustico secondo D.G.R. n° 673/2004
h)Schede di sicurezza - In alternativa deve essere indicato il luogo di archiviazione delle stesse in relazione tecnica
i)Sintesi non tecnica della relazione
j) Schede allegate alla domanda dalla lettera A alla lettera L. La scheda H (rumore) può essere assente perché sostituita dalla documentazione di previsione di impatto acustico secondo D.G.R. n° 673.

Nota bene: tutta la documentazione va presentata in almeno 5 copie (2 copie per la Provincia, di cui una per il deposito, 2 copie per Comune, di cui una per il deposito, 1 copia per ARPA.
Nel caso di allevamento la cui attività ricade sul territorio di più comuni, deve essere presentata una copia della documentazione anche a ciascuno di questi.

Calcolo delle tariffe:
Il metodo per il calcolo della “tariffa istruttoria” (in allegato), parte dalla valutazione della complessità dell’impianto attraverso l’analisi dei principali aspetti ambientali a cui vengono associati degli indicatori.
Ogni indicatore individua un valore di qualità (basso/medio/alto); l’insieme dei valori degli indicatori, combinati tra loro determinano il livello di complessità dell’aspetto ambientale.
Attribuendo ad ogni aspetto ambientale e per livello di complessità il numero di ore stimate sulla base dell’esperienza ad oggi maturata nella effettuazione di istruttorie per il rilascio di autorizzazioni settoriali ambientali è possibile determinare, con semplici operazioni, il costo di una istruttoria AIA.

ALLEGATI

Legge Regionale 21/2004 (284,41 kB - PDF)
Calendario regionale (112,74 kB - PDF)