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Scala di risalita per la fauna ittica "Volta Scirocco" in località Mandriole sul fiume Reno

 

ATTENZIONE: Ai sensi e per gli effetti della Legge n° 56/2014 e della Legge Regionale n°13/2015, le competenze in ambito di Caccia, Pesca e Tartufi non sono più in carico alla Provincia di Ravenna, pertanto le informazioni contenute in queste pagine potrebbero essere incomplete o non aggiornate.

 

 
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Domenica 1° giugno 2014, è stata inaugurata, la scala di risalita nel fiume Reno nei pressi della diga di Volta Scirocco a Mandriole in comune di Ravenna.

Nel fiume Reno, tra l’abitato di Sant’Alberto (RA) e l’attraversamento della strada statale 309 “Romea”, ad una distanza di circa 5 km dalla foce, si trova la chiusa di Volta Scirocco

Per la sua conformazione lo sbarramento, oltre ad impedire la risalita delle specie migratrici provoca anche la perdita delle specie stenoaline che lo oltrepassano queste, una volta oltre lo sbarramento, si ritrovano in acque salate senza nessuna possibilità di ritorno alle acque dolci e risultano quindi condannate.

L' area di foce del Reno ospita 5 specie ittiche di interesse comunitario: il Nono (Aphanius fasciatus), due specie di ghiozzi (Pomatoschistus canestrini, Padogobius panizzae), la Lampreda di mare (Petromyzon marinus) (che alcuni autori definiscono oramai scomparsa)e la Cheppia (Alosa fallax). Tra queste specie la cheppia si definisce pesce anadromo in quanto ogni anno, compie migrazioni dal mare risalendo i fiumi per riprodursi.Altre specie sono tipici migratori diadromi, pesci che regolarmente migrano tra acque dolci e marine in un periodo definito del ciclo vitale, come l’anguilla (Anguilla anguilla) e la lampreda di mare (Petromyzon marinus).

La traversa fluviale di Volta Scirocco fu realizzata nella seconda metà degli anni cinquanta. con l’intento di evitare la risalita del cuneo salino ed oggi è utilizzato anche a fini irrigui È ubicata, in corrispondenza di una vecchia ansa o “volta” del Po di Primaro tuttora esistente, in un drizzagno artificiale lungo 800 metri e largo 100, nel quale il fiume è stato inalveato a costruzione ultimata.

Per permettere la rimonta della fauna ittica evitando la risalita del cuneo salino, si è reso necessario la realizzazione di una scala di risalita per i pesci come già previsto in contesti particolari nel R.D. n.1486/1914 “Regolamento per la pesca fluviale e lacuale” e il “Testo Unico delle leggi sulla pesca” (Art.10) del 1931.

Il progetto risale al 2008, ed è il frutto di un’intesa tra la Provincia e il Servizio Tecnico Bacino Reno. I tecnici del Settore Politiche agricole (Servizio caccia e pesca) della Provincia sono riusciti a gestire e realizzare il progetto che è stato finanziato interamente dalla Regione Emilia-Romagna per un costo complessivo di circa 70mila euro.

La scelta progettuale più idonea è sembrata il recupero dell’originario alveo del fiume per adattarlo come by-pass naturale per le specie ittiche. Il progetto ha previsto il ripristino del collegamento del braccio morto con il fiume, superando il dislivello di circa 150 centimetri con un'unica rampa inclinata.

L’intervento è consistito nella creazione di un canale di sezione adeguata, che taglia l’argine esistente, permettendo il ripristino del collegamento con il meandro abbandonato del fiume Reno. In tale canale sono stati posizionati degli scatolari prefabbricati in cemento di dimensioni 2 x 2 m, per consentire il ripristino del passaggio sull’argine. Lungo la rampa sonò stati posati dei massi atti a smorzare la corrente per favorire la risalita del pesce.

Per poter interrompere in qualsiasi momento il collegamento idraulico, a monte degli scatolari prefabbricati è stata installata una paratoia metallica manuale

 

Questa tipologia di scala di rimonta, realizzata senza salti d'acqua, permette la migrazione dell'anguilla, la risalita delle specie eurialine ed una via di fuga per quelle di acqua dolce che oltrepassano la barriera.