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Pineta di Classe e Salina di Cervia

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La Stazione “Pineta di Classe e Salina di Cervia” presenta il proprio cardine nel complesso dell’Ortazzo, Ortazzino e foce del torrente Bevano, che costituisce uno degli ambienti più selvaggi e di maggiore valore naturalistico della provincia e dell’intero litorale adriatico. La foce naturale meandriforme del torrente Bevano si immette nel mare Adriatico tra dune costiere e barre sabbiose, oltrepassando un ambiente vario formato dai meandri abbandonati sottoposti all’azione delle maree, da praterie umide salmastre in cui affiora la falda marina, da macchia mediterranea. La foce negli ultimi anni sta progredendo verso Nord ed erode le dune esistenti e sarà oggetto di un intervento di sistemazione che riporterà la bocca nella posizione di circa 10 anni fa, senza irrigidire la foce. Lungo il litorale, da Lido di Dante a Lido di Classe, si estende un lungo cordone di dune costiere attive e di dune fossili con arbusteti costieri, che costituiscono un complesso unico a livello adriatico. Sono in corso interventi per il ripristino manuale delle dune erose e per la tutela delle dune dal calpestio, nonché per garantire la presenza di spiagge naturali e non frequentate, necessarie alla vita selvatica e altrove assenti. L’Ortazzino propriamente detto è un vasto prato umido, in cui la diversa durata di affioramento della falda determina differenti tipologie di vegetazione erbacea. L’Ortazzo, invece, è una palude salmastra formata da un insieme di bacini allagati per effetto dell’affioramento della falda marina e per immissione di acque dal canale Bevanella e dal Fosso Ghiaia. Presenta acque basse, con canneti, scirpeti, giuncheti, salicornieti, ruppieti e aree fangose affioranti per evaporazione, prive di vegetazione per il forte aumento della salinità. Nella palude sono in corso interventi per il miglioramento della circolazione idraulica e per l’aumento dei siti riproduttivi per gabbiani e sterne. La Pineta di Classe e la Pineta di Cervia rappresentano altri relitti dell’antica pineta di Ravenna, in cui il Pino domestico è stato imposto al bosco originario, in quest’area prevalentemente costituito da querceti termofili e mesofili. La Pineta di Classe è oggetto di una serie di complesse indagini, volte ad elaborarne un piano di gestione, analogamente a quanto descritto per San Vitale. Infine, la Salina di Cervia, di origine etrusca e tuttora in funzione, presenta numerosi specchi d’acqua a diversa salinità e distese melmose soprassalate, separate da una rete di bassi arginelli con vegetazione alofila. La Salina, dal 2003, è gestita da una nuova società, cui partecipano tutti gli enti territorialmente competenti compreso il Consorzio Parco, che ha tra le primarie finalità la conservazione del patrimonio naturale, che in questo sito ha notevoli margini di miglioramento, connessi ad una migliore gestione dei livelli idrici e alla realizzazione di dossi e aree marginali.

 

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La visita alla Stazione “Pineta di Classe e Saline di Cervia"

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Ortazzo e foce del Bevano

La visita all’Ortazzo è possibile percorrendo via Bevanella e svoltando a sinistra dopo la cava omonima, in una strada a fondo chiuso dove, abbandonando l’auto, si prosegue a piedi sull’argine della palude verso la Pineta di Classe.

Lungo le rive della palude, ma all’interno del bosco, sono collocati una torre ed un capanno per il birdwatching.

Un’altra torretta che permette di osservare sia l’Ortazzo, sia l’adiacente Ortazzino, è posta lungo via della Sacca, traversa a sinistra della Statale Adriatica in direzione Rimini, che porta alla foce del Bevano. La torretta è situata lungo la riva sinistra del torrente Bevano, in corrispondenza della confluenza con il canale Fosso Ghiaia.

Proseguendo si raggiunge la foce del Bevano, dove parte un percorso ad anello che permette la visita alle dune costiere ed alla pineta litoranea.

Pineta di Classe

La Pineta è raggiungibile attraverso due accessi posti lungo la Statale Adriatica. Il primo al centro dell’abitato di Fosso Ghiaia, da cui una carraia entra nel bosco costeggiando l’omonimo canale e consente di raggiungere, svoltando a sinistra, il Parco 1° Maggio, attrezzato con aree per il fuoco e tavoli per pranzi all'aperto, e la Casa delle Aie di Classe oppure, proseguendo diritto lungo il Fosso Ghiaia, si arriva al ponte delle Botole, con l’ampio parcheggio da cui si dipartono molti sentieri, tra cui il noto anello dantesco, percorso a forma di otto che si incrocia proprio sul ponte delle Botole e permette di osservare tutti i diversi ambienti della Pineta. L’altro accesso dalla Statale Adriatica è in via Sila, al margine sud della frazione di Fosso Ghiaia, e porta alla Casa delle Bufale.

Vi sono altri tre accessi alla Pineta, due da via della Sacca, la strada che porta alla foce del Bevano (il primo appena oltrepassato il passaggio a livello, il secondo dove la carraia giunge sulle rive del Fosso Ghiaia) ed uno da via Sila a Fosso Ghiaia, in corrispondenza di Ca’ Bufale, da cui parte il percorso ippico.

Pineta di Cervia

La Pineta di Cervia è attrezzata a parco pubblico e zoologico nella sua porzione occidentale, denominata “Parco Naturale di Cervia”.

E’ situato a breve distanza dalla Strada Statale Adriatica, adiacente alle Terme, ed è gestito dal Comune Comunale di Cervia. Il “Parco Naturale”, inserito pienamente nel contesto ambientale della Pineta di Cervia, dotato di sufficienti attrezzature turistico-ricettive (parcheggio esterno, bar, servizi, aree di ristoro e sosta, percorsi ecc.) ospita animali sia domestici che selvatici. L’ingresso è consentito solo a piedi.

Saline di Cervia

La zona umida permette diverse modalità di visita, ma i percorsi principali partono dal Centro Visite della Salina, in via Bova, traversa della Statale 16 Adriatica.

Si può accedere al perimetro della Salina, lungo il “percorso dei nidi”, attrezzato con camminamenti schermati, una torretta e due osservatori per il birdwatching.

La visita è possibile sia a piedi sia in barca, lungo il canale circondariale della salina, da cui si accede ai capanni senza arrecare all’avifauna il minimo disturbo; il percorso si sviluppa per circa 1,5 chilometri.

Dal Centro Visite, sia a piedi, che in bicicletta o in barca, è anche possibile raggiungere la salina artigianale del Camillone, dove si può assistere alla tradizionale raccolta manuale del sale, e giungere al centro aziendale per la visita agli impianti per la produzione del sale.

La Salina di Cervia è ben visibile anche dalle strade asfaltate che l’attraversano e da quella che la costeggia lungo le rive meridionali.

Quest’ultima, in particolare, essendo chiusa al traffico, rappresenta un ottimo percorso per il birdwatching in uno degli angoli più interessanti per tale attività.

ALLEGATI

Perimetro-e-Zonizzazione-adottate-con-deliberazione-del-Consiglio-provinciale-n.-11-del-7-3-2006