Ambiente

Home ›› Argomenti ›› Ambiente ›› Contabilità ambientale

Contabilità ambientale

“Il sistema globale cambierà nei prossimi quarant’anni, perché vi sarà costretto da ragioni di ordine naturale. Ma se l’umanità aspetta di essere costretta da tali ragioni a cambiare, le alternative a quel punto saranno molto poche e nessuna sarà molto attraente. Se invece riesce a cambiare prima di esservi obbligata, mentre può ancora scegliere, non eviterà del tutto sofferenze e crisi, ma potrà superarle grazie ad una realistica speranza in un mondo migliore”(Daly e Cobb,For the common good,1989)

I problemi ambientali sono una delle principali emergenze del nostro Pianeta. cambiamenti climatici, inquinamento e salute, riduzione della biodiversità ed esaurimento delle risorse naturali stanno affliggendo il nostro tempo, con ripercussioni non solo ambientali ma anche economiche e sociali: la salute dell’uomo minacciata dai crescenti problemi di inquinamento, l’economia che deve fare i conti con la ridotta qualità e quantità di risorse naturali, l’aumento dei prezzi delle materie prime che si riflette sui consumi dei cittadini con il rischio di aumentare le differenziazioni sociali. Ciò nonostante, tenere conto sistematicamente degli aspetti ambientali nel contesto delle decisioni pubbliche e dei modelli di sviluppo economico risulta ancora complesso anche per il fatto che i principali strumenti di supporto conoscitivo utilizzati – i conti economici nazionali e territoriali e il bilancio pubblico – non tengono adeguatamente conto del depauperamento del patrimonio naturale, così come dei costi per il mantenimento e il ripristino di tale capitale.

A partire dalla Conferenza di Rio de Janerio del 1992, diversi organismi internazionali e la stessa Unione Europea, hanno richiamato l’attenzione sui problemi ambientali e sugli strumenti da adottare per tenerne conto in maniera appropriata nei processi decisionali. Tra questi sempre più attenzione è stata data alla contabilità ambientale. L’integrazione della dimensione ambientale in programmi e progetti di sviluppo è ormai un punto fermo delle politiche nazionali e comunitarie, come formalmente sancito dal Consiglio Europeo di Goteborg e riaffermato al più alto livello dalla Costituzione Europea. Un requisito essenziale affinché si realizzi tale integrazione è la disponibilità di un supporto informativo adeguato alla valutazione delle implicazioni di sostenibilità ambientale delle decisioni di sviluppo. La Contabilità ambientale, tramite la standardizzazione delle informazioni ambientali e di quelle economiche secondo i criteri della Contabilità nazionale, consente già di condurre analisi sistematiche delle interazioni tra economia e ambiente a livello nazionale e di confrontare le performance di diversi paesi (Istat e Ministero dell’economia e delle finanze, Dps-Uval, Ambiente e politiche di sviluppo: le potenzialità della contabilità ambientale per decidere meglio, 2005).

La contabilità ambientale nasce quindi dalla necessità di integrare i tradizionali strumenti contabili per tenere conto in modo appropriato degli aspetti ambientali.

La contabilità ambientale è la branca della statistica che descrive le interazioni tra economia e ambiente attraverso dati fisici e monetari organizzati secondo metodi – concetti, definizioni, classificazioni, schemi e principi contabili – uguali o coerenti con quelli dei conti economici nazionali e territoriali. Come tale si applica ad un intero territorio e analizza le relazioni intercorrenti tra tutti i soggetti economici e l’ambiente naturale circostante al fine di favorire l’analisi congiunta dei fatti economici e dei fatti ambientali correlati.

Applicata con particolare riferimento ad un’amministrazione pubblica, la contabilità ambientale amplia il set delle informazioni funzionali alla manovra di bilancio, al fine di tenere conto anche degli aspetti ambientali tanto nella fase di programmazione delle risorse finanziarie, quanto in quella di analisi a consuntivo.